Il 2011 è stato segnato da decine di vicende di tangenti a livello
locale. Dal preside al medico, dal funzionario comunale al sindaco. Per
la Corte dei conti il costo della corruzione vale 60 miliardi annui
Se vuoi vendere merendine e bibite nella mia scuola, dammi 300 euro al
mese. Al barista di Ravanusa (Agrigento) che si è sentito rivolgere la
richiesta è venuto un colpo. Una tangente per entrare nell’istituto
durante l’intervallo. E anche piuttosto cara. Così ha avvisato i
carabinieri e Pino Calogero Bona, vice preside della
media Alessandro Manzoni, è stato arrestato. Per poi patteggiare lo
scorso marzo due anni di carcere con sospensione della pena. Una storia
come tante, in un Paese dove la mazzetta si continua a chiedere e a
offrire. Tanto
che a scorrere le cronache del 2011 si capisce perché la Corte dei
conti stimi il costo annuale della corruzione per le casse dello Stato
in 60 miliardi di euro. Stesso ordine di grandezza di una manovra del governo.
Casi di piccola corruzione che coinvolgono il cittadino comune. A fianco
di scandali di livello nazionale, che coinvolgono aziende come
Finmeccanica. Inchieste su tangenti con al centro politici di destra. E
di sinistra. Ci sono Marco Milanese, deputato del Pdl ed ex braccio destro di Giulio Tremonti, e Alberto Tedesco,
ex senatore del Pd coinvolto nell’inchiesta sulla sanità pugliese.
Entrambi salvati dall’arresto grazie a un voto del Parlamento. Filippo Penati e Franco Nicoli Cristiani
sono ex colleghi di schieramenti opposti alla vice presidenza del
Consiglio regionale della Lombardia. Il primo è nel mirino della
magistratura per un giro di presunte tangenti sull’ex area Falk di Sesto
San Giovanni, alle porte di Milano. Il secondo è finito in manette
perché trovato in casa con i 100mila euro che l’imprenditore Pierluca Locatelli
gli aveva consegnato per facilitare i permessi per una discarica. Ma
l’almanacco della mazzetta 2011 è pieno di nomi di politici che operano a
livelli più bassi. Rimanendo in Lombardia, per l’ex sindaco di Cassano
D’Adda, Edoardo Sala, sono state predisposte le misure
di custodia cautelare in carcere a conclusione di un’indagine su
tangenti per tre milioni di euro legate a modifiche del piano
urbanistico.
Risultato: nella classifica del Corruption perception index redatta ogni
anno dall’organizzazione non governativa Transparency International
l’Italia è scivolata nel 2011 dal 67esimo al 69esimo posto, seguita tra i
Paesi dell’Unione europea solo dalla Grecia. “L’indicatore della
corruzione precipita – spiega Maria Teresa Brassiolo,
presidente di Transparency International Italia – influenza il rating
del nostro Paese e quindi anche lo spread”. Come a dire: le conseguenze
economiche delle tangenti sono più gravi di quanto si pensi. “Rispetto
al resto del Continente – continua Brassiolo – in Italia è molto più
diffusa la piccola corruzione”. I protagonisti del malcostume non sono
quindi tanto i manager delle grandi multinazionali, poco numerose da
noi, ma l’imprenditore locale, l’assessore del piccolo Comune, il
consigliere della municipalizzata o il funzionario pubblico. Fenomeno
che secondo Brassiolo dipende dal fatto che “in Italia c’è una
tolleranza maggiore dei cittadini alle situazioni ingiuste e
all’illegalità: sono in tanti a cercare di trarne vantaggio, senza
scandalizzarsi”. A un cittadino, insomma, viene chiesta una mazzetta. E
lui, anziché indignarsi e sporgere denuncia come accadrebbe in altri
Paesi, spesso si accorda con la controparte.
A volte, però, qualcuno non ci sta. Come il pensionato novantenne che lo
scorso aprile ha fatto arrestare in flagranza di reato un ufficiale
giudiziario di Roma: gli aveva chiesto 200 euro come obolo per ottenere
l’esecuzione di uno sfratto per morosità. In carcere, a dicembre, è finito pure Gianluca Carta,
il geometra del Comune di Milano che ha chiesto alla griffe Bluemarine
2mila euro per un aiutino al permesso per aprire un negozio.
Almeno altri due sono i casi nell’ultimo mese dell’anno che rendono bene l’italico malcostume. Carlo Cetera,
primario di Ginecologia all’ospedale Pieve di Cadore (Belluno),
speculava sui sogni di maternità e paternità delle coppie che non
riuscivano ad avere figli e chiedeva fino a 2.500 euro per ridurre i
tempi di attesa per accedere alla procreazione assistita. Questa
l’ipotesi degli inquirenti che hanno ottenuto il suo arresto. Alessandro Zeschi,
ispettore dell’ufficio stranieri del commissariato Prenestino a Roma,
aveva invece buon gioco con gli immigrati: niente bustarella, niente
permesso di soggiorno.
Tra le cause del proliferare della corruzione in Italia Nicola Pasini,
docente di Sistemi politici e amministrativi all’Univeristà degli studi
di Milano, individua il cattivo funzionamento della pubblica
amministrazione: “Spesso i meccanismi farraginosi della burocrazia
rappresentano degli ostacoli per aggirare i quali vengono usate le
mazzette”, spiega. In Italia poi non esiste un sistema di lobbying
trasparente, ma i tentativi di influenzare i funzionari pubblici vengono
fatti di nascosto. “E la stampa – continua Pasini – non svolge la sua
essenziale funzione di cane da guardia”.
Così accanto alla cricca di Balducci, Anemome e Bertolaso,
finita sotto inchiesta per gli appalti del G8, crescono su un terreno
fertile le piccole cricche. Come quella dell’isola di Ponza, dove a
settembre è stato arrestato il sindaco Pompeo Rosario Porzio,
insieme a tre assessori e tre imprenditori: tutti accusati di essersi
messi d’accordo sull’affidamento di undici appalti, per un valore
complessivo di tre milioni di euro. Giunta decapitata sull’isola dei
vip. E giunta colpita da uno scandalo dopo l’altro a Parma, dove tre mesi fa il sindaco di centrodestra Pietro Vignali
si è arreso alle manifestazioni di indignati sotto il municipio. E si è
dimesso, dopo che per tangenti gli erano via via stati arrestati il
capo dei vigili, un assessore e diversi funzionari comunali .
Non è solo nei bar di Parma che si è parlato di corruzione oltre che di
sport. A Venezia sette dipendenti comunali sono finiti in manette a fine
marzo per mazzette su permessi per l’ampliamento di strutture
turistiche, mentre a inizio febbraio erano stati arrestati due
funzionari della Provincia e cinque imprenditori: le mazzette arrivavano
al 3% su almeno 5 milioni di lavori pubblici e il procuratore aggiunto
del capoluogo veneto, Carlo Mastelloni, aveva parlato di una “cricca degna di Tangentopoli”.
Un bel po’ più a sud della Laguna, sotto il Vesuvio la moda 2011 è stata
la mazzetta pro assunzione. Per un giro di tangenti imposte a chi
ambiva a un posto di lavoro sono stati arrestati Sabato Carotenuto, ex direttore dell’azienda trasporti di Napoli (Anm), e Vincenzo Colimoro,
dipendente dell’azienda e sindacalista Uil. Questo accadeva a maggio.
Passati due mesi, a finire sotto accusa è stato il sistema di assunzioni
clientelari e il giro di tangenti in un’altra municipalizzata: l’Asia,
che nel capoluogo campano vuol dire raccolta di rifiuti.
Dalle Alpi alla Sicilia abitudini simili. Eppure, in mezzo allo Stivale,
il disegno di legge anticorruzione continua a rimanere bloccato in
Parlamento. Il
Fatto quotidiano ha già portato avanti nel 2010 una campagna per un
testo più rigoroso di quello in discussione allora e mai approvato.
“La legge va votata al più presto – sostiene Maria Teresa Brassiolo –
con alcune correzioni coerenti con gli impegni internazionali. Va
introdotto ad esempio il reato di corruzione tra privati, perché anche
una mazzetta data da un fornitore al buyer di un supermercato incide sui
costi dei cittadini”.
Secondo Nicola Pasini è essenziale poi intervenire non solo a valle del
malaffare, punendone i colpevoli. Ma bisogna anche fare prevenzione,
“attraverso l’educazione civica nelle scuole e l’insegnamento nelle
università dell’Etica pubblica, una disciplina che è presente in tutte
le business school dei Paesi anglosassoni. Importante sarebbe poi dotare
gli enti di opportuni codici etici”. Misure che, secondo Pasini,
potrebbero portare a un cambiamento di mentalità, necessario per
sconfiggere la corruzione. Visto che dagli anni di Tangentopoli ad oggi
non si è indebolita “la collusione tra sistema politico, sistema
economico, burocrazia pubblica e anche società civile”.
Battaglia difficile in un Paese dove le bustarelle non sono solo un
mezzo per accaparrarsi opere pubbliche. Grandi classici si sono infatti
confermate per tutto il 2011 anche le mazzette offerte dalle imprese
funebri agli infermieri delle camere mortuarie per ricevere prima dei
concorrenti i dati sulla famiglia del caro estinto di turno. E le
tangenti chieste da funzionari pubblici di mezza Italia per consegnare
senza troppi problemi la patente di guida, quella nautica o una
qualsiasi licenza.
Tutti fenomeni destinati ad aggravarsi con la crisi, che secondo Maria
Teresa Brassiolo un effetto lo ha già avuto: “Il sistema statale è in
ritardo coi pagamenti per 60 miliardi di euro – dice -. E così alla
corruzione nella fase di aggiudicazione dell’ordine si aggiunge quella
nella fase del pagamento”. All’imprenditore magari viene chiesta un
oliatina per far partire il bonifico. E se lui non ci sta, rischia il
fallimento.
Fonte Articolo
giovedì 5 gennaio 2012
Fisco, sorpresa dai controlli a Cortina villeggianti "poveri" con auto di lusso
I risultati della maxioperazione antievasione condotta a Capodanno dall'Agenzia delle entrate: 251 auto di lusso intestate a 133 persone fisiche, 42 delle quali dichiarano 30mila euro di reddito lordo. E nel giorno del blitz boom di incassi in negozi e ristoranti. Cicchitto e Santanchè: "Operazione mediatica". Il sindaco: "Metodi da stato di polizia"
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| Cortina, 42 Supercar con titolari sotto 30mila euro |
ROMA - Neve, impianti aperti, luci di un Natale appena
finito e, a sopresa, controlli fiscali a tappeto. Così nei giorni di
fine anno gli incassi degli esercizi commerciali di Cortina d'Ampezzo -
tra alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, e saloni
di bellezza -, "sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia
allo stesso periodo del 2010". A comunicarlo è l'Agenzia delle entrate
del Veneto, diffondendo i primi risultati dell'operazione di prevenzione
dell'evasione condotta nel primo giorno dell'anno. "I ristoranti -
sottolinea l'Agenzia - hanno registrato incrementi negli incassi fino al
300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, i commercianti di
beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dell'anno prima, i
bar fino al 40% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+104%
rispetto al giorno prima)".
Ma i dati più eclatanti arrivano dai
controlli incrociati a partire dalle auto di lusso, un sistema che il
governo Monti ha annunciato di voler potenziare. A Cortina sono state
controllate le dichiarazioni dei redditi dei 133 proprietari di 251 auto
di lusso di grossa cilindrata: 42 di queste sono risultate di proprietà
di "cittadini che fanno fatica a 'sbarcare il lunario'", avendo
dichiarato 30mila euro lordi di reddito sia nel 2009 sia nel 2010; altre
16 auto sono risultate intestate a contribuenti che negli ultimi due
anni fiscali dichiarato meno di 50 mila euro lordi. Le restanti 118
supercar "analizzate" erano intestate a società: in 19 casi, società
che negli ultimi due hanno dichiarato bilanci in perdita; in 37 casi
società che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi.
L'operazione,
messa in campo nella celebre località del Cadore lo scorso 30 dicembre,
ha impegnato 80 agenti che hanno effettuato controlli in soli 35
esercizi commerciali (su un totale di quasi mille) ed ha portato, dice
l'Agenzia veneta delle entrate, "risultati e informazioni utili per il
recupero dell'evasione". Non sono mancati singoli episodi particolari,
dichiara l'Agenzia, come quello di un commerciante che "deteneva beni di
lusso in conto vendita per più di 1,6 milioni di euro, senza alcun
documento fiscale".
Il blitz ha suscitato violente polemiche, non
solo da parte degli operatori turistici cortinesi. Operazione
"mediatica, chiaramente ispirata a una concezione ideologica del
controllo fiscale", l'ha definita il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Sbagliato il metodo scelto anche per Daniela Santanché,
habitué della località sciistica. "Sono assolutamente contraria - dice
l'ex sottosegretario - a questi metodi da polizia fiscale e trovo
sbagliato colpire la ricchezza". Sulla stessa linea Maria Stella Gelmini: per l'ex ministro dell'Istruzione, l'operazione delle Fiamme Gialle fa passare "l'idea che la ricchezza sia male".
L'Agenzia
veneta, invece, sottolinea che rientrava nella "normale attività di
presidio del territorio di competenza dell'Agenzia delle entrate, svolta
non solo in Veneto, ma su tutto il territorio nazionale 1".
Oltretutto, malgrado il numero degli agenti impiegati, "l'esperienza e
la professionalità dei funzionari dell'Agenzia è tale per cui il
controllo è stato effettuato con il minimo intralcio allo svolgimento
dell'attività commerciale, evidenziato anche dagli episodi nei quali i
funzionari sono stati addirittura scambiati per commessi dalla
clientela".
"I controlli e la lotta all'evasione sono sacrosanti - ribatte il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi
-, ma pensiamo ci voglia più rispetto per la gente che lavora e che dà
lavoro. Non comprendiamo perché ci volessero 80 ispettori sul posto per
scoprire che 133 auto di grossa cilindrata intestate a persone fisiche
appartenevano a persone che dichiarano pochissimo. Sarebbe bastato un
semplice controllo incrociato dei dati già in possesso dell'Agenzia,
fatto direttamente dall'ufficio, senza mettere in scena uno spettacolo
hollywoodiano che ha dato la sensazione di vivere in un vero e proprio
stato di polizia".
Il regista Carlo Vanzina,
romano con antiche frequentazioni cortinesi, fa un altro ragionamento:
"Vedo tanta gente nuova, macchinoni, ristoranti di lusso pieni di gente
che magari paga in contanti. Personaggi, diciamo, 'sospetti'; ben
vengano i controlli. Io pago le tasse e se si colpisce l'evasione non
posso che essere contento". Un grande evasore, aggiunge, sarà il
protagonista del suo prossimo film.
Infine, in questo bailamme di finti poveri e veri ricchi, il parroco don Davide Fiocco
prova a riportare Cortina lontano dagli estremi: "C'è un paese di
montagna che fa i conti come tutti con le ristrettezze economiche e nel
quale - dice il sacerdote - ogni tanto arrivano i vip".
Fonte Articolo
martedì 3 gennaio 2012
Gli stipendi record del Parlamento Stangata in arrivo per gli onorevoli
Ecco i risultati della Commissione Giovannini. In Italia indennità superiore, ma Francia e Germania pagano di più per i portaborse. Che però da noi non vanno giustificati. L'organismo guidato dal presidente dell'Istat ha consegnato il rapporto elaborato su incarico del governo
L'INDENNITÀ mensile (lorda) è la più alta d'Europa. Ma il "costo
complessivo" del parlamentare in altri paesi, quali Francia e Germania, è
ben superiore. Difficile, dunque, anzi "impossibile" decidere chi
guadagna di più e chi meno. E soprattutto "fare una media".
La
Commissione per il livellamento retributivo, guidata dal presidente
Istat Enrico Giovannini, rinuncia però a quell'obiettivo. L'organismo
(composto anche da quattro accademici) incaricato dal governo
Berlusconi - confermato da Monti - e dalle presidenze di Camera e
Senato di confrontare i compensi tra le cariche elettive e gli organi
istituzionali di sei paesi Ue, pubblica dunque i risultati della sua
attesa comparazione.
La relazione, nelle 37 pagine depositate il
31 dicembre, si limita a fotografare la "giungla" retributiva dei
parlamentari nei sette paesi presi in esame: Italia, Francia, Germania,
Spagna, Paesi Bassi, Austria e Belgio. Giovannini ha chiesto però una
proroga al 31 marzo per completare il lavoro su organi costituzionali e
enti pubblici.
"Nonostante l'impegno profuso - si legge nelle
conclusioni - la commissione non è in condizione di effettuare il
calcolo delle medie". Provvederanno Camera e Senato. Fini e Schifani
infatti interverranno entro gennaio. Non sull'indennità, ma sul rimborso
per il portaborse. E stop ai voli gratis illimitati.
INDENNITÀ
Supera gli 11mila euro, a Berlino e Parigi 7mila
In
nessun paese europeo un parlamentare percepisce un'indennità lorda
mensile pari a quella del deputato (11.283 euro) e del senatore (11.550
euro) italiano. E quella costituisce solo una delle cinque voci che - si
legge nella relazione - compongono il "costo" del parlamentare (diaria,
spese di viaggio e trasporto, spese di segreteria, spese per assistenza
sanitaria, assegno vitalizio e di fine mandato).
Nel caso della
Spagna, l'indennità in senso stretto (2.813 euro) è addirittura quasi
quattro volte inferiore. Si avvicinano solo i Paesi Bassi con 8.503
euro. Tra i grandi paesi, Francia e Germania viaggiano tra i 7.100 e i
7.668. Ma si parla di lordo. E in Italia dopo le ultime (ripetute)
decurtazioni, l'indennità netta è di poco superiore ai 5.000 euro.
In
ogni caso, fanno notare i professori della commissione, è difficile
fare dei confronti perché diverso è anche il livello di tassazione tra
paese e paese (per esempio in Francia tocca il 20 per cento sui 7.100
euro lordi). Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ieri dettava la sua
ricetta: "Ai parlamentari darei la stessa cifra che guadagno da sindaco
di una grande città: 4.200 euro al mese".
DIARIA
3500 euro per spese di soggiorno, solo in Germania si spende di piùLa
diaria mensile o "indennità di residenza" non costituisce una
prerogativa italiana. Per di più, il budget assegnato al deputato e al
senatore per le spese di mantenimento fuori sede non costituisce un
record continentale. A ricevere una cifra forfettaria più alta per le
spese di soggiorno a Berlino è per esempio il parlamentare tedesco:
3.984 euro. Ma il collega italiano con 3.503 euro segue a ruota.
Da
qualche mese, alla Camera e al Senato questa ricca indennità accessoria
(che non fa differenza tra chi soggiorna a Roma per l'attività
parlamentare e chi vive e risiede comunque nella capitale) viene
decurtata in proporzione alle assenze: non solo quelle nelle sedute
d'aula, ma anche nelle sedute di commissione. Ed è il motivo delle
recenti polemiche esplose per i frequenti casi di deputati presenti solo
per firmare il registro e poi dileguarsi.
In Francia il
deputato non percepisce affatto la diaria, ma gode di alloggi a tariffe
agevolate in residence di proprietà dell'Assemblea. A Madrid sì, ma
ammonta a 1.800 euro, mille in meno poi se il deputato è eletto nella
capitale. Trattamento simile nei Paesi Bassi, non prevista in Belgio.
PORTABORSE
4000 euro: meno che in altri Paesi, ma da noi non va giustificataLa
commissione Giovannini le chiama "spese di segreteria e di
rappresentanza". E accorpa sotto questa unica voce il budget messo a
disposizione da Camera e Senato per i parlamentari al fine di consentire
a deputati e senatori di avvalersi di collaboratori e di segreterie nei
territori di origine e a Roma.
Ma il confronto con gli altri
cinque paesi messo nero su bianco dalla commissione Giovannini finisce
per conclamare l'anomalia tutta italiana. L'anomalia consiste in questo
caso non nell'importo - inferiore e in qualche caso di molto rispetto ad
altri paesi quali Francia e Germania - ma nella modalità: forfettaria.
Vale a dire che il deputato (3.690 euro) e il senatore (4.180) ricevono
la somma senza aver alcun obbligo di rendicontazione e senza dover
dimostrare se hanno pagato regolarmente un collaboratore.
L'Europarlamento
da sempre gestisce il budget assegnando al deputato il collaboratore
richiesto, ma pagandolo direttamente. Avviene così anche in Germania
(dove il fondo per la segreteria lievita a 14.712 euro) e in Belgio, si
legge nella relazione. In Francia, se il deputato non utilizza la linea
di credito da 9.138 euro in tutto o in parte, viene restituita.
BENEFIT
Treni, aerei, navi e autostrade solo a Roma non si paganoIl
monte benefit è la vera "babele" che fa del parlamentare - quello
italiano soprattutto - un privilegiato. La relazione Giovannini lo
certifica. La "libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima e
aerea" consentita dall'apposita tessera di cui viene dotato il deputato
e il senatore appena mette piede a Montecitorio e Palazzo Madama, non
ha corrispettivi.
In Francia, i deputati dispongono di una carta
ferroviaria, più 40 viaggi aerei tra il collegio e Parigi e 6 fuori dal
collegio. In Germania, solo tessera ferroviaria e rimborso per i voli
domestici con rimborso a piè di lista. In Spagna, è prevista una diaria
da 150 euro per ogni giorno di viaggio all'estero e 120 per viaggio
interno.
Nei Paesi bassi, treno di prima classe e rimborso
chilometrico da 0,37 euro al km ma solo se non esistono mezzi pubblici
che consentano al deputato di tornare a casa. Tutta un'altra storia. Il
parlamentare italiano usufruisce anche di 258 euro mensili di rimborso
per spese telefoniche (in Francia 416 euro, nei Paesi Bassi 33 euro
appena) e di 41 euro per dotazione informatica. La Spagna però offre
Ipad e telefoni portatili di servizio.
VITALIZI
Ue, tutti con le pensioni: ma in Italia c'è un superassegnoFino
al 31 dicembre, i parlamentari italiani usufruivano di vitalizio dopo
almeno due legislature, al compimento del cinquantesimo anno. Resta ora
come allora l'assegno di fine mandato, ma il vitalizo è stato sostituito
dal primo gennaio da una pensione con metodo contributivo e solo al
compimento dei 65 anni (60 con almeno due legislature).
In
Italia, fa notare la relazione Giovannini, dopo 5 anni di mandato il
vitalizo finora è stato pari a 2.486 euro mensili, con un versamento
pari all'8,6 per cento dell'indennità lorda. In Francia, dopo cinque
anni di mandato, il vitalizo minimo è pari a 780 euro a fronte di un
versamento del 10,5 per cento dell'indennità legislativa, se ne ha
diritto a 60 anni. In Germania, l'età alla quale il deputato matura la
pensione è stata innalzata gradualmente dai 65 ai 67 anni.
In
Spagna la pensione è un beneficio di carattere integrativo ed è pari
alla differenza tra la pensione che il deputato riesce a maturare nella
vita lavorativa e la pensione massima raggiungibile in quel paese.
Integrazione che può essere richiesta se il mandato è stato almeno di 11
anni.
Fonte Articolo
Il piccolo miracolo tedesco
In Germania nel 2011 l'occupazione è salita a livelli record (avete letto bene)
Durante il suo discorso alla nazione di fine anno trasmesso sabato scorso, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha rassicurato i propri connazionali: «La Germania se la sta cavando bene, anche se il prossimo anno sarà senza dubbio più difficoltoso di questo». La traballante economia europea infatti preoccupa il governo tedesco e gli analisti, anche se gli ultimi dati sull’occupazione nel paese diffusi ieri hanno lasciato un po’ di ottimismo.
Nel 2011 in Germania sono stati creati più di mezzo milione di posti di lavoro e si stima che le persone occupate, sempre lo scorso anno, fossero almeno 41 milioni sugli 82 milioni circa di abitanti del paese. L’aumento rispetto al 2010 è stato pari all’1,3 per cento: dai tempi della riunificazione non c’erano così tante persone con un lavoro in Germania. Il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 7 per cento, ai livelli più bassi degli ultimi vent’anni. Il buon andamento è stato reso possibile da una sensibile ripresa della crescita, messa a dura prova negli anni tra il 2009 e il 2010, da un aumento generalizzato dei consumi e dal mantenimento delle esportazioni.
I dati sono sicuramente positivi, ma analisti ed esperti suggeriscono di non eccedere con l’entusiasmo, come ben sanno gli esponenti della maggioranza che sostiene il governo Merkel. Mentre l’economia tedesca riusciva a riprendere un poco di fiato nell’ultimo anno, in molti paesi dell’eurozona le cose non sono andate altrettanto bene. Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia e Italia hanno avuto seri problemi per tenere sotto controllo il loro debito pubblico e l’Unione fatica ancora per trovare una efficace via d’uscita per la crisi. Gli effetti della recessione nei paesi più in difficoltà metteranno probabilmente a dura prova l’economia della Germania nel corso dell’anno appena iniziato.
Come spiegano sullo Spiegel, la Germania dovrà soprattutto darsi da fare con l’emissione e la vendita di nuovi titoli di Stato, per ottenere nuove risorse con cui finanziarie il proprio debito. Si stima che potrebbero essere necessari fino a 35 miliardi di euro di nuovo debito, circa il doppio rispetto al 2011. La situazione delle altre economie europee potrebbe incidere anche sull’andamento dell’occupazione, portando a dati sul lavoro meno positivi rispetto a quelli da poco comunicati dalla società di rilevazioni statistiche tedesca. Insomma, la situazione è quella che è, in alcuni settori la crisi si sente molto, lo stesso governo Merkel perde consensi: le cose non vanno benissimo, di certo possono andare molto peggio di così. A maggior ragione, quindi, i dati sull’occupazione nel 2011, ottenuti mentre il resto d’Europa è in agonia – in Spagna il tasso di disoccupazione è da mesi oltre il 20 per cento – sono degni di nota.
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lunedì 2 gennaio 2012
Grillo: “Prima di condannare gli attentati contro Equitalia, bisogna capirne le ragioni”
Per il fondatore del Movimento Cinque Stelle "un avviso di pagamento
oggi è diventato il terrore di ogni italiano". Debora Serracchiani
valuta "estremamente pericoloso associare le violenze a un giudizio di
disumanità nei confronti del sistema esattoriale", mentre per Rotondi la
riflessione del comico "non è peregrina"
Beppe Grillo non si unisce al coro di condanne agli attentati che si stanno susseguendo alle sedi di Equitalia e attacca: “Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze”. L’invito, decisamente poco politicamente corretto, arriva dal blog del comico ligure dove ironizza sul susseguirsi di attentati contro gli uffici di Equitalia osservando che “si può dire tranquillamente che stiano per sostituire i tradizionali botti di San Silvestro, con la differenza però che durano tutto l’anno”. Il fatto è, prosegue Grillo, che “un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano. Se non paga l’ingiunzione ‘entro e non oltre’ non sa più cosa può succedergli. Non c’è umanità in tutto questo e neppure buon senso”. Il finale è un appello a Palazzo Chigi: “Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza”.
La prima a commentare le parole di Grillo è l’europarlamentare Debora Serracchiani (Pd) “è estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale. Fomentare i sentimenti più torbidi e potenzialmente violenti per fare consenso è una tattica già sperimentata dalla Lega, ed evidentemente piace anche a Beppe Grillo. E’ un peccato, anche perchè l’ex comico si poteva ritagliare un ruolo più propositivo di quanto non sia – conclude – cavalcare banalmente il malcontento”. E sull’argomento s’è espresso anche il presidente di Equitalia, Attilio Befera: “Spero che i cittadini italiani, che sempre nei momenti di emergenza sono stati solidali e coesi, capiscano che è importante pagare le imposte e che gli imbecilli che mettono le bombe la smettano. Colpire i funzionari non ha senso logico”. E sulle dichiarazioni di Grillo ha dichiarato: “In un momento di difficoltà bisognerebbe avere tutti il massimo senso di responsabilità e occorrerebbe difendere gli uomini che fanno il loro dovere al servizio della collettività. Questa volta la battuta non fa ridere nessuno”. D’accordo con Grillo, invece, sembra essere Gianfranco Rotondi, membro dell’Ufficio politico del Pdl: “”Non sarà un comico, in questo caso Grillo, a darci la linea ma l’interrogativo che pone non è peregrino”.
Intanto proseguono le indagini della Digos della polizia di Foggia sull’ordigno fatto esplodere la notte del 31 dicembre davanti alla sede di Equitalia di via Portogallo. Uno o due “cipollone” forse anche da due chili che hanno provocato ingenti danni e la cui esplosione poteva avere conseguenze più gravi visto che una delle serrande degli uffici foggiani è stata scaraventata a una decina di metri di distanza. Al momento non c’è stata alcuna rivendicazione.
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Beppe Grillo non si unisce al coro di condanne agli attentati che si stanno susseguendo alle sedi di Equitalia e attacca: “Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze”. L’invito, decisamente poco politicamente corretto, arriva dal blog del comico ligure dove ironizza sul susseguirsi di attentati contro gli uffici di Equitalia osservando che “si può dire tranquillamente che stiano per sostituire i tradizionali botti di San Silvestro, con la differenza però che durano tutto l’anno”. Il fatto è, prosegue Grillo, che “un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano. Se non paga l’ingiunzione ‘entro e non oltre’ non sa più cosa può succedergli. Non c’è umanità in tutto questo e neppure buon senso”. Il finale è un appello a Palazzo Chigi: “Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza”.
La prima a commentare le parole di Grillo è l’europarlamentare Debora Serracchiani (Pd) “è estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale. Fomentare i sentimenti più torbidi e potenzialmente violenti per fare consenso è una tattica già sperimentata dalla Lega, ed evidentemente piace anche a Beppe Grillo. E’ un peccato, anche perchè l’ex comico si poteva ritagliare un ruolo più propositivo di quanto non sia – conclude – cavalcare banalmente il malcontento”. E sull’argomento s’è espresso anche il presidente di Equitalia, Attilio Befera: “Spero che i cittadini italiani, che sempre nei momenti di emergenza sono stati solidali e coesi, capiscano che è importante pagare le imposte e che gli imbecilli che mettono le bombe la smettano. Colpire i funzionari non ha senso logico”. E sulle dichiarazioni di Grillo ha dichiarato: “In un momento di difficoltà bisognerebbe avere tutti il massimo senso di responsabilità e occorrerebbe difendere gli uomini che fanno il loro dovere al servizio della collettività. Questa volta la battuta non fa ridere nessuno”. D’accordo con Grillo, invece, sembra essere Gianfranco Rotondi, membro dell’Ufficio politico del Pdl: “”Non sarà un comico, in questo caso Grillo, a darci la linea ma l’interrogativo che pone non è peregrino”.
Intanto proseguono le indagini della Digos della polizia di Foggia sull’ordigno fatto esplodere la notte del 31 dicembre davanti alla sede di Equitalia di via Portogallo. Uno o due “cipollone” forse anche da due chili che hanno provocato ingenti danni e la cui esplosione poteva avere conseguenze più gravi visto che una delle serrande degli uffici foggiani è stata scaraventata a una decina di metri di distanza. Al momento non c’è stata alcuna rivendicazione.
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News Aumenta la benzina? Ecco come risparmiare
Nuovi aumenti per i prezzi dei carburanti. Con l’inizio del 2012 sono
scattate le addizionali regionali in sei regioni (Piemonte, Toscana,
Lazio, Liguria, Marche e Umbria) e il costo della benzina è salito fino a
raggiungere quasi quota 1,8 euro al litro. Secondo quotidianoenergia.it le “pompe bianche” invece praticano prezzi inferiori, dall’1,640 euro/litro per la benzina al 1,599 euro/litro per il diesel. Clicca e scopri dove sono le stazioni di servizio indipendenti che generalmente praticano prezzi più bassi rispetto alle compagnie più note.
Secondo quotidianoenergia.it il prezzo medio praticato dalla benzina, prendendo in esame la modalità servito e non self-service, oscilla tra l’ 1,729 euro/litro della Shell all'1,738 euro/litro di IP. Sostanzialmente fermi i prezzi del diesel, dal momento che le addizionali che sono scattate riguardano la sola benzina. Per il diesel i prezzi variano dall’1,699 euro al litro di Eni all’1,702 di Tamoil.
Come risparmiare? Un modo potrebbe essere ricorrere alle pompe no-logo. Clicca sulla mappa per vedere dove si trovano i distributori di benzina nella mappa di pompebianche.it. Come si legge sul sito, «le pompe bianche sono stazioni di servizio indipendenti e non fanno parte del circuito delle compagnie di distribuzione di carburante più note». Cliccando, potrai vedere tutti i distributori in Italia, geolocalizzati su una mappa di Google Maps.
Secondo quotidianoenergia.it il prezzo medio praticato dalla benzina, prendendo in esame la modalità servito e non self-service, oscilla tra l’ 1,729 euro/litro della Shell all'1,738 euro/litro di IP. Sostanzialmente fermi i prezzi del diesel, dal momento che le addizionali che sono scattate riguardano la sola benzina. Per il diesel i prezzi variano dall’1,699 euro al litro di Eni all’1,702 di Tamoil.
Come risparmiare? Un modo potrebbe essere ricorrere alle pompe no-logo. Clicca sulla mappa per vedere dove si trovano i distributori di benzina nella mappa di pompebianche.it. Come si legge sul sito, «le pompe bianche sono stazioni di servizio indipendenti e non fanno parte del circuito delle compagnie di distribuzione di carburante più note». Cliccando, potrai vedere tutti i distributori in Italia, geolocalizzati su una mappa di Google Maps.
Qui sotto invece, l’elenco delle pompe bianche stilato da Federconsumatori, che raccoglie i distributori indipendenti in un elenco aggiornato al dicembre 2011.
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