sabato 12 febbraio 2011

Mafia e politica: Ecco tutti i nomi degli incandidabili







Ecco i nomi degli incandidabili, manca quasi tutto il Centro Nord
Le prefetture di torino e Milano non hanno inviato i dati. La Commissione parlamentare presieduta da Pisanu ha individuato per ora solo 40 casi
Finalmente i nomi, anche se i conti, alla fine, non tornano affatto. Parliamo dell’elenco dei candidati (eletti e non) messi in lista dalle varie formazioni politiche alle ultime elezioni amministrative (Regioni, Province e Comuni) in violazione del codice di autoregolamentazione della Commissione parlamentare antimafia. Il codice, approvato nel 2007, impegna a non candidare “coloro nei cui confronti sia stato emesso decreto che dispone il giudizio o misura cautelare non annullata (…) o che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o condannati con sentenza anche non definitiva” e vale per i reati di associazione e concorso in associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e traffico illecito dei rifiuti.
Secondo le tabelle consuntive della Commissione, risulterebbero dodici eletti in violazione del Codice (uno dei quali già revocato e un altro in corso di verifica); tuttavia, nell’elenco, se ne trovano soltanto otto, equamente divisi fra condanne definitive e non definitive. Il che sembra avvalorare quanto dichiarato l’altro ieri dal presidente dell’Antimafia Giuseppe Pisanu, che ha definito l’elenco “non esauriente e non adeguatamente rappresentativo”.
Gli eletti con condanna definitiva sono quattro: Salvatore Caputo, eletto consigliere per l’Mpa al comune di Matera, nonostante una condanna per tentata estorsione (reato dichiarato estinto ex art. 445 c.p.p.); Giuseppe Castoro, consigliere provinciale del Partito democratico alla Provincia di Enna, soggetto a misura di prevenzione speciale (il Consiglio provinciale ha votato no alla revoca della sua elezione). Giovanni Corigliano, eletto vicesindaco del comune di Rocca di Neto in provincia di Crotone nonostante una condanna per riciclaggio (patteggiamento nel 1999 con sospensione condizionale della pena) e Alessio Vanacore, ancora dell’Mpa, consigliere del Comune di Caivano (Na), soggetto a misura di prevenzione di sorveglianza speciale (la sua elezione è in corso di verifica).
Quanto ai candidati con condanna non definitiva risultano Angelo Brancaccio dell’Udeur, eletto sia alla Provincia di Caserta che al Comune di Orta di Atella (Ce), condannato per concorso in estorsione. Poi Roberto Conte, consigliere regionale della Campania, eletto nelle fila della lista civica “Alleanza di Popolo”, condannato per associazione di stampo mafioso e revocato dall’incarico; quindi Vittorio Fiorentini, condannato per concorso in estorsione, al comune di Artena in Provincia di Roma (lista civica “Per Artena”). Infine Alfonso Riccitelli (lista civica, Castello del Matese in provincia di Caserta), condannato per usura.
In totale fa otto. Che fine hanno fatto gli altri tre? “È una mancata quadratura voluta – dichiara l’onorevole Angela Napoli (Fli) – non ci sono tre nominativi, guarda caso, della Calabria. Ho posto la questione in Commissione e mi è stato risposto che l’omissione è dovuta al fatto che alcune situazioni non sono ancora definite”. E, in effetti, la lista contiene soltanto 40 nomi (di cui quattro indicati con le sole iniziali) e non 45. Tra questi, poi, soltanto quattro riguardano la Calabria, mentre il documento consuntivo dell’Antimafia ne indica misteriosamente otto: “Senza contare – ancora Angela Napoli – che la casistica riguarda soltanto fatti avvenuti prima delle elezioni. Mancano alcuni arrestati successivamente”. La Puglia vanta il triste primato di casi segnalati (10), seguita da Sicilia e Campania (7), Lazio e Calabria (4), Abruzzo e Basilicata (2). Sfogliando il grafico riassuntivo scopriamo che – oltre ai quattro della Calabria – mancano all’appello anche due segnalazioni dalla Campania e una a testa da Basilicata, Lazio e Sicilia. In totale fanno nove, la differenza esatta fra i 36 nomi noti (al netto dei quattro indicati con le sole iniziali) rispetto ai 45 annunciati. Che fine hanno fatto questi nove? E perché non compaiono?
La situazione dunque, dopo mesi in cui il presidente Pisanu è stato costretto a sollecitare l’invio dei dati di competenza alle prefetture inadempienti, non è ancora del tutto chiara. Salta all’occhio, poi, la quasi totale assenza dei reati di associazione mafiosa: oltre al già citato Roberto Conte, risulta un solo altro caso, quello di Cosimo Antonio Poci, condannato nel 1994 per associazione di stampo mafioso e candidato (non eletto) per la lista civica “Svolta sociale” alla Regione Puglia. La parte del leone (ben 34 segnalazioni) la fanno estorsione e usura. Ben rappresentate tutte le maggiori forze politiche: il Pdl schiera Nunzia Berardino, pregiudicata per usura non eletta al comune di Andria (Bt); il Pd il già citato Giuseppe Castoro; l’Udc Nicola Sconza (estorsione, non definitiva) che ha fallito la scalata alla Regione Campania; La Destra Alfredo Piscopo e la Federazione della Sinistra Luciano Perna, entrambi con una condanna per estorsione alle spalle non eletti al comune di Arzano (Na).
Assente ingiustificato dalla lista dell’Antimafia tutto il Nord Italia.
Da Il Fatto Quotidiano dell’11 febbraio 2011

Mubarak si è dimesso, potere alle forze armate. Esercito inizia a rimuovere barricate in piazza. Obama: siamo all'inizio di una storica transizione


IL CAIRO - Diverse migliaia di oppositori festanti erano ancora in piazza Tahrir, al Cairo, stamani all'alba del primo giorno del dopo-Mubarak, dopo una notte di euforia di massa seguita alle dimissioni ieri del presidente, Hosni Mubarak. Stamani diversi manifestanti ancora ballavano, cantavano e sventolavano bandiere sulla piazza, i cui ingressi sono ancora presidiati dai carri armati, e dove altri hanno dormito, esausti per i festeggiamenti durati tutta la notte. Lo stesso sul ponte che conduce alla grande spianata, dove molti giovano ancora ballano, cantano e gridano slogan, alcuni - constatano fonti giornalistiche sul posto - ormai senza voce. Molti si sono radunati per scaldarsi attorno a un improvvisato falò. "E' festa, siamo rinati!" grida un uomo di 40 anni, ingegnere agricolo. "E' la fine dell'ingiustizia", aggiunge.
L'esercito ha iniziato a rimuovere le barricate erette nelle scorse settimane dai manifestanti intorno a piazza Tahrir, al Cairo. I militari, che nel frattempo hanno spostato alcuni dei carri armati che sorvegliavano i vari ingressi alla grande piazza, hanno iniziato con lo smantellare le barricate erette davanti al Museo Egizio, all'ingresso nord di piazza Tahrir. Ad assisterli anche diversi civili, che danno il loro contributo a ripulire strade e piazze. E' stata inoltre avviata la rimozione delle numerose carcasse di automobili bruciate nei giorni scorsi durante gli scontri di piazza. Nella piazza ci sono ancora diversi manifestanti in festa, che hanno resistito tutta la notte.
Ieri il vicepresidente egiziano Omar Suleiman ha annunciato in televisione che Mubarak ha rinunciato al suo mandato presidenziale e ha incaricato le forze armate di gestire gli affari dello stato. La piazza Tahir ha accolto con un immenso boato l'annuncio. Un tripudio di bandiere egiziane sventolate in piazza Tahrir con sottofondo dI fischi e grida di giubilo ha accolto l'annuncio delle dimissioni di Mubarak. Da un lampione viene agitato un fantoccio impiccato che era stato appeso gia' giorni fa.
"Cittadini - ha detto Suleiman -, in nome di Dio misericordioso, nella difficile situazione che l'Egitto sta attraversando, il presidente Hosni Mubarak ha deciso di dimettersi dal suo mandato e ha incaricato le forze armate di gestire gli affari del paese. Che Dio ci aiuti".
GIOIA ESPLODE IN TUTTO PAESE - Egiziani in tutto il paese nelle strade per festeggiare la notizia delle dimissioni. Il Cairo, Alessandria e altre citta' dell'Egitto sono stata invase da suoni di clacson e bandiere. Le persone scese in piazza si congratulano le une con le altre e urlano slogan come: "Lui e' fuori noi siamo dentro!" e "Il popolo ha abbattuto il regime".
MUBARAK E' A SHARM EL SHEIKH - Hosni Mubarak e' a Sharm-el-Sheikh. Lo hanno riferito fonti del suo partito Pnd. Praticamente abbandona dai turisti, anche Sharm festeggia l'uscita di scena di Hosni Mubarak: macchine che suonano il clacson, sventolando bandiere dai finestrini, si sono raccolte nella piazza del centro 'vecchio' della cittadina mentre un corteo di persone sfila per le strade, inneggiando all'addio del presidente. Nonostante il Rais si troverebbe proprio nella famosa localita' del Mar Rosso - nota in tutto il mondo per i suoi fondali - di lui la gente oggi non ha visto traccia. ''Quando viene qui c'e' sempre un ingente dispiegamento di forze dell'ordine e di sicurezza. Ma oggi non abbiamo notato nulla che potesse far capire che stesse qui o fosse in procinto di arrivare'', spiega al telefono all'ANSA Fabio Cesarotti, un italiano che da anni vive e lavora nella localita' turistica.
 
OBAMA: SIAMO SOLO A INIZIO TRANSIZIONE - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che l'Egitto ''e' solo all'inizio della sua transizione''. Obama ha detto che l'uscita di scena del presidente egiziano, Hosni Mubarak, rappresenta ''un momento storico'' e ''noi abbiamo il privilegio di esserne testimoni''.
ESERCITO: GARANTIREMO PASSAGGIO POTERI E ELEZIONI - Il Consiglio supremo delle Forze Armate egiziane garantirà "il pacifico passaggio dei poteri" ed "elezioni libere" nel Paese. Lo sottolinea il comunicato n.2 dei militari dopo una riunione del Consiglio. I militari si fanno inoltre garanti - recita il comunicato - delle "riforme legislative e costituzionali" promesse dal presidente Hosni Mubarak. Il testo è stato letto alla Tv di Stato da uno speaker e uno da un portavoce dell'esercito. Il palazzo è presidiato all'esterno dai manifestanti, che hanno impedito l'accesso ad alcuni ospiti previsti nei programmi mattutini, e costringendo la Tv a scusarsi per le assenze. Lo stato di emergenza verrà tolto in Egitto "una volta che saranno finiti i disordini". L'Esercito egiziano fa appello perché "si torni a una vita normale". Invitiamo "le persone nobili che hanno condannato la corruzione e chiedono le riforme", "a tornare a una vita normale", recita il comunicato. ''La voce dei cittadini egiziani, specialmente dei giovani, e' stata ascoltata: spetta a loro definire il futuro dell'Egitto. Ora ci siano elezioni libere, credibili e giuste''. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, durante un breve incontro con la stampa. Nel comunicato del Consiglio supremo della Difesa si afferma che i militari sono ''consapevoli'' della ''pericolosita' della situazione''. ''Studiamo misure da attuare'' per venire incontro alle aspettative del popolo, si afferma fra l'altro nel comunicato. Il Consiglio ha espressO ''apprezzamento'' a Hosni Mubarak per il ''ruolo svolto in pace e in guerra''.
AL ARABIYA: SARANNO SCIOLTI GOVERNO E PARLAMENTO - La televisione al Arabiya ha detto anticipando il contenuto di un comunicato del Consiglio superiore delle forze armate che saranno sciolti il governo e il parlamento.
 
EL BARADEI: E' PIU' BEL GIORNO DELLA MIA VITA - "Questo e' il piu' bel giorno della mia vita". Loi ha detto Mohamed El Baradei, una delle figure di spicco dell'opposizione in Egitto, secondo quanto riportato dalla Bbc. A proposito delle dimissioni del presidente Hosni Mubarak, l'ex direttore dell'Aiea ha dichiarato che l'Egitto "e' stato liberato dopo dieci anni di repressione" e che adesso si aspetta una "bella transizione".
 
AMR MOUSSA: ORA SONO OTTIMISTA - Il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, si e' detto ''ottimista'' per il futuro dell'Egitto. Raggiunto telefonicamente dalla CNN, Moussa ha detto che ''ora il futuro dell'Egitto e' nelle mani del popolo egiziano''.
 
ISRAELE: SPERIAMO CHE LA PACE RESISTA - La speranza di Israele e' che le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak non abbiano ripercussioni negative sulla pace fra i due Paesi. Lo ha detto una fonte governativa israeliana, citata dal quotidiano Maariv.
 
GAZA, HAMAS FESTEGGIA 'INIZIO DELLA VITTORIA' - Hamas ha festeggiato le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak definendole ''l'inizio della vittoria della rivoluzione''. Nel contempo le strade della Striscia, controllate dal movimento integralista palestinese, sono piene di gente esultante.
 
SVIZZERA CONGELA POTENZIALI BENI MUBARAK - Il governo svizzero congela potenziali beni di Hosni Mubarak nella repubblica elvetica. Lo ha detto un portavoce del ministero degli Esteri.
 
ONU, BAN KI-MOON: ORA TRANSIZIONE ORDINATA - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, auspica che in Egitto possa avere luogo una transizione ''pacifica e ordinata''. Lo ha detto al Palazzo di Vetro Martin Nersirky, portavoce di Ban. ''Il popolo egiziano e' frustrato e ha chiesto riforme coraggiose - ha detto il portavoce - la transizione, ora, deve essere pacifica e ordinata''.
 
USA, BIDEN: GIORNO STORICO VERSO DEMOCRAZIA - Il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto che quanto sta avvenendo in Egitto rappresenta ''un irreversibile cambiamento verso la democrazia''. ''A poche generazioni capita di cogliere l'opportunita' che il popolo egiziano sta cogliendo. Per l'Egitto e' un giorno storico'' ha detto Biden parlando in Kentucky. ''La voce dei cittadini egiziani, specialmente dei giovani, e' stata ascoltata: spetta a loro definire il futuro dell'Egitto. Ora ci siano elezioni libere, credibili e giuste'', ha detto Ban Ki-moon.
 

GRILLO : LA DESTRA, MA SOPRATUTTO LA SINISTRA FA VOMITARE!!!

venerdì 11 febbraio 2011

Scorie radioattive in viaggio


I cittadini dovrebbero essere informati del passaggio di materiali pericolosi nel loro territorio. Ma così non è. Un treno che trasportava TREDICI TONNELLATE di scorie radioattive è partito da Saluggia, vicino a Vercelli, dove è presente l'85% delle scorie nucleari italiane. Il treno era diretto, attraverso aree densamente popolate come la Val di Susa, in Francia, a La Hague. Le scorie, dopo essere state trattate, torneranno in Italia per finire in un luogo non conosciuto. Dopo più di trent'anni siamo ancora alle prese con le nostre scorie. E' pazzesco. Così come è pazzesco che un consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Biolé, sia stato tenuto in stato di fermo di notte al gelo per ore senza aver fatto nulla. E quando ne ha chiesto le ragioni si sia sentito rispondere: "Che cazzo..non sei mica un parlamentare con l’immunità". Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

"E’ inaccettabile che dei civili vengano messi in stato di fermo per più di due ore senza poter usare cellulare personale e senza spiegazione di nessun tipo. La presenza al presidio del consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle del Piemonte Fabrizio Biolé era solo legato alla volontà di cronaca e solidarietà alla popolazione che non è stata minimamente informata del passaggio del convoglio che trasportava scorie nucleari da Saluggia, cosa che riteniamo vergognosa".
"E’ risaputo che in Val di Susa la notte porta scompiglio. La scorsa notte (il 7 febbraio, ndr) il passaparola e il desiderio di partecipazione hanno fatto radunare alla stazione di Condove cittadini, avvisati dell’imminente passaggio di un treno carico di scorie radioattive provenienti da Saluggia e diretto in Francia. Tra loro c'era anche il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Fabrizio Biolè giunto sul luogo per documentare gli avvenimenti. Un bidone acceso per scaldarsi, una riunione per parlare della situazione: il tutto sotto lo stretto controllo di un imponente dispiegamento di carabinieri, guardia di finanza, polizia, digos. La radio annuncia il passaggio del convoglio per le 3.40. Le forze dell’ordine si preparano, evidentemente hanno ricevuto ordini ben precisi. Si forma il cordone antisommossa e avanza verso i civili, seguito dai blindati. Alle 4 i poliziotti avvicinano i civili e li spingono per farli arretrare. I civili lanciano pneumatici sui binari per protesta: è la scintilla per far partire la carica. I civili vengono rincorsi sia sulla strada che sulla statale: caricati e feriti. Vengono fatti sedere tutti al freddo per terra e richiesti loro i documenti e sono segnalati. Vengono perquisiti zaini e borse. Fino alle 6.00 sono obbligati a restare fermi sulla banchina fino a nuovo ordine. Il consigliere insieme a un altro covole fa riprese e foto della carica tenendosi a lato della carreggiata. Una volta stoppata la ripresa i poliziotti in borghese prendono di peso il consigliere strattonandolo per il giubbotto e portandolo verso i blindati sul lato nord del passaggio a livello. Ha chiesto ai poliziotti per quale motivo venisse fermato…il poliziotto risponde : “Che cazzo..non sei mica un parlamentare con l’immunità”. I poliziotti fanno un fermo per identificare il consigliere e altri 2 civili. Nessuno di questi oppone resistenza. Il consigliere viene posto in fermo e alla richiesta di motivazione viene spiegato dal commissario di polizia che non è stato rispettato l’ordine da lui impartito. Il consigliere chiede quale ordine , ma il poliziotto non risponde alla domanda. Li hanno trattenuti per più di 2 ore al freddo su un marciapiede non dando spiegazioni sul motivo del fermo, eventuale ora di rilascio e nome dei responsabili del fermo. Durante il fermo è stato intimato più volte al consigliere di non utilizzare il cellulare e di non muoversi dal marciapiede da parte di un carabiniere che lo vigilava al caldo dentro il suo Subaru. alle 6.15 il consigliere viene rilasciato dai carabinieri che lo riportano tra gli altri civili circondati da 6 camionette. Alla fine della nottata si contano 2 arresti e 27 denunce e un altro triste attacco alla democrazia."MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte

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martedì 25 gennaio 2011

INCREDIBILE!!!!!!!

Ruby: Pdl pensa ad abbassare il limite per la maggiore età



Il caso Ruby, il reato, di cui è accusato il premier, di sfruttamento della prostituzione minorile e l’ipotesi, che si fa strada nella maggioranza, di abbassare, per legge, il limite della maggiore età. Il primo a ventilare questa ipotesi è stato il deputato del Pdl, ex avvocato di Berlusconi, Gaetano Pecorella, in un’intervista al Mattino.

“Sono dell’idea che oggi l’età per diventare maggiorenni sia troppo alta rispetto alla maturità raggiunta dai giovani - ha detto  Pecorella - un conto è avere rapporti sessuali con una dodicenne, altro con una di 17 anni e 9 mesi che partecipa a concorsi di bellezza e balla nei night”.

A queste parole fa eco il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha dichiarato: "l'ipotesi di abbassare la maggiore età è fra le questione sul tavolo ma non è la questione più urgente".

Alle parole di Cicchitto è seguita la replica del vicecapogruppo dell'Idv alla Camera Antonio Borghesi. "No, per favore, anche il Lodo Ruby no, Cicchitto – ha dichiarato - abbassare l'età maggiorenne nel pieno dello scandalo che ha travolto il premier sarebbe una vera porcata. Ci risparmino quest'ennesima legge ad personam, ultima offesa alla Repubblica".

Fonte Articolo.

domenica 16 gennaio 2011

Il deserto è una risorsa

In sei ore i deserti ricevono più energia dal sole di quella consumata dall'umanità in un anno.
"Caro Beppe, sono appena tornato dalla luna di miele in Egitto e ... durante il viaggio in autobus da Assuan ad Abu-Simbel attraverso il deserto non ho fatto altro che pensare a quanta energia pulita si sarebbe potuta produrre con tali condizioni: spazi illimitati, fortissimo irraggiamento solare, totale assenza di nubi. Ho pensato al fatto che fosse molto improbabile che nessuno avesse fatto le mie stesse considerazioni. Al ritorno ho scoperto che esiste Desertec, una fondazione internazionale che promuove lo sfruttamento dell'energia solare dei deserti. Questo è il futuro! C'è un progetto immane che coinvolge Europa Nordafrica per la produzione e distribuzione dell'energia. Tutto ruota attorno al dato che basta recuperare l'energia del 3% della superficie dei deserti del mondo per il fabbisogno mondiale. La Germania si è buttata a capofitto nell'impresa che prevede un'investimento di 400 miliardi di euro. Noi investiamo su infrastrutture inutili (tipo ponti improbabili) e centrali nucleari. Bisogna diffondere assolutamente la conoscenza di questo progetto e sostenerlo, anche economicamente se possibile. Io ci metterei tutti i miei risparmi anche adesso, ma non saprei come fare. Enelgreenpower è appena entrata nel progetto, ma non credo nel sistema delle borse e non comprerei sue azioni neanche sotto tortura." Raffaele G.
Link a Desertec Foundation



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